Gnudi

Il ripieno del raviolo senza la sfoglia: ricotta e spinaci lavorati a mano in sfere morbide, tenute insieme dal minimo indispensabile. Nudi, come dice il nome.

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In Toscana li chiamano così perché sono la farcia del raviolo rimasta senza il suo vestito. Nascono da un’idea pratica delle cucine di casa — perché sprecare tempo a tirare la sfoglia, se il ripieno è già la parte buona? — e sono diventati un piatto a sé, uno dei più riconoscibili della cucina toscana.

La difficoltà di questo formato sta tutta nell’equilibrio: farina appena sufficiente a tenerli insieme, non una presa di più. Troppa e diventano gnocchi, troppo poca e si sfaldano nell’acqua. Il risultato giusto è una consistenza che cede subito sotto la forchetta e si scioglie in bocca.

Vogliono condimenti semplici: burro fuso e salvia con una grattugiata di parmigiano è la versione classica e insuperata. Vanno benissimo anche con un pomodoro fresco, o gratinati in forno pochi minuti perché prendano colore in superficie.

Un consiglio: acqua a bollore appena accennato, mai vivace. Sono delicati e vanno raccolti con la schiumarola quando salgono.

Ingredienti

farina di GRANO tenero 00, Semola di GRANO duro, acqua, olio extra vergine di oliva.

Allergeni

cereali contenenti glutine, latte, uova

Può contenere tracce di

lupini, senape, soia